Come si può trasformare l’acqua da problema globale a leva concreta per il cambiamento?
Nell’evento dedicato al Water Credit, realizzato in collaborazione con lo Studio Legale Gitti and Partners e Belluscio Assicurazioni, abbiamo risposto a questa domanda con esperti, numeri, tecnologie e visioni reali.
In contesti come Israele o Emirati Arabi Uniti, dove le risorse idriche naturali sono scarsissime, la disponibilità d’acqua è stata garantita grazie a investimenti massicci in impianti di desalinizzazione e reti di distribuzione avanzate. Il messaggio è chiaro: l’acqua si compra e chi dispone di capitale può garantirsi l’accesso a questa risorsa a prescindere dalle condizioni climatiche e ambientali.
Questo dimostra che l’acqua è una variabile economica. La sua disponibilità dipende tanto da fattori naturali quanto da decisioni industriali e finanziarie. L’accesso all’acqua è anche una questione di equità e capacità d’investimento.
I Water Credit sono certificati digitali che attestano il recupero, la rigenerazione o il mancato prelievo di acqua dolce. Per ogni metro cubo risparmiato o reimmesso nel sistema viene emesso un token digitale (WTR), tracciabile su blockchain. Questo modello si ispira ai carbon credit, ma si differenzia per un elemento cruciale: la misurabilità reale.
Le imprese che adottano il sistema ottengono:
• compensazione della propria impronta idrica in conformità con le direttive Europee e internazionali come la CSRD (in particolare ESRS E3/5);
• accesso facilitato e conformità alla finanza sostenibile (fondi Art. 8 e 9 SFDR);
• vantaggi reputazionali e commerciali nei confronti di clienti, investitori e pubbliche amministrazioni.
Ogni credito è associato a uno specifico progetto o territorio, dando vita a campagne di sostenibilità autentiche e misurabili con impatti reali su larga scala.




